Invio armi italiane in Ucraina, ok a SAMP-T e missili Aspide: cosa prevede il decreto

Invio armi italiane in Ucraina, ok a SAMP-T e missili Aspide: cosa prevede il decreto

Nel sesto pacchetto di aiuti all’Ucraina è prevista la fornitura dei potenti SAMP-T e dei missili Aspide.

L’Italia è pronta a varare il decreto armi in favore dell’Ucraina. Si tratta del sesto pacchetto Aiuti che si sta esaminando in queste ore alla Camera e che dovrebbe ottenere il parere definitivo da Montecitorio entro giovedì.

Il decreto autorizza il governo Meloni a fornire, per tutto il 2023, le armi di cui Kiev ha bisogno e che ha incassato il parere positivo della maggioranza, con la Lega che ha mostrato delle perplessità sull’efficacia delle sanzioni alla Russia, e con il sostegno positivo del Partito Democratico e del Terzo Polo. Contrari all’invio di armi il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

Come avvenuto per gli altri decreti che si sono susseguiti, anche il sesto pacchetto di aiuti è secretato. Tuttavia, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che l’Italia dovrebbe inviare i nuovi missili terra-aria SAMP-T, coprodotti dal nostro Paese e dalla Francia, e i missili Aspide.

Invio armi italiane in Ucraina: cosa contiene il sesto pacchetto aiuti

Con il sesto pacchetto aiuti a Kiev, l’Italia invierà missili antiaerei. I dettagli saranno come sempre secretati. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione del vertice di Ramstein, ha dichiarato che l’Italia “è pronta a fare la sua parte”.

In seguito, intervenuto alla trasmissione di Rai Tre “Che tempo che fa”, il ministro ha confermato che “il sesto decreto sulle armi da inviare all’Ucraina ci sarà, penso che sarà condiviso da quasi tutto il parlamento. Darà all’Ucraina la possibilità di difendersi dagli attacchi aerei ”.

Quali armi verranno inviate a Kiev dall’Italia

Il ministro Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera, ha anticipato che nel sesto pacchetto di aiuti all’Ucraina dovrebbero esserci i missili terra-aria SAMP-T, importantissimi per la difesa aerea dell’Ucraina per abbattere i missili russi e i droni forniti dall’Iran, ma anche “altre azioni a cui lavoriamo segretamente”.

L’attuale versione del SAMP/T ha capacità di avanguardia nel contrasto delle minacce aeree e dei missili balistici tattici a corto raggio. È in grado, infatti, di intercettare velivoli nel raggio di 100 chilometri) e missili balistici tattici a corto raggio (entro 25 chilometri).

Nel pacchetto aiuti sono previsti anche i missili terra-aria Aspide, che l’Italia non usa più, e servono a contrastare la minaccia aerea condotta a basse e bassissime quote. Inoltre, verrà inviato anche materiale civile, ad esempio gruppi elettrogeni, riscaldatori, tende e vestiario.

Quali armi hanno inviato gli altri Paesi

Non solo Italia. Gli altri Paesi hanno inviato a Kiev numerose armi. Ingente è il pacchetto di aiuti che la Gran Bretagna ha messo in piedi e che comprende:

  • 14 carri armati Challenger 2 (i primi tank occidentali forniti a Kiev) con almeno un paio di veicoli corazzati recupero CRARRV;
  • 30 obici semoventi da 155mm AS-90 (il British Army potrebbe rimpiazzarli con i semoventi sudcoreani K9);
  • 200 veicoli cingolati da combattimento tra Bulldog e Spartan, entrambi surplus dell’Esercito di Londra che li sta sostituendo;
  • Nuovi droni tattici;
  • 100.000 proietti per obici da 105 e 155 mm;
  • missili contraerei Starstreak;
  • 600 missili Brimstone;
  • Razzi per i semoventi M270 e HIMARS e missili AMRAAM da impiegare nelle batterie da difesa aerea NASAMS;
  • 3 Sea King radiati dai ranghi della Fleet Air Arm.

Dopo il diniego all’invio dei carri armati Leopard 2, Berlino darà a Kiev:

  • 7 semoventi corazzati antiaerei Gepard (30 già forniti);
  • Radar per il sistema di difesa aerea IRIS-T e in futuro anche un sistema per la difesa aerea Patriot (un’altra batteria è in trasferimento in questi giorni in Polonia).

Al momento, la Germania ha speso 3,3 miliardi di euro per il supporto militare ucraino. Analisidifesa.it segnala che Berlino potrebbe cedere all’Ucraina 19 carri armati Leopard 2A5, in seguito alle insistenze di molti alleati Nato, di Kiev e Varsavia.

Lo ha rivelato il settimanale “Der Spiegel” citando fonti che hanno chiesto l’anonimato. Si tratterebbe di mezzi impiegati dalla Bundeswehr durante le esercitazioni per simulare le formazioni corazzate nemiche.

La Polonia, dopo aver minacciato di spedire lei stesa 248 carri Leopard 2 anche senza il benestare di Berlino, invierà:

  • Circa 300 carri armati tipo T-72 e PT-91 Twardy (elaborazione nazionale dei T-72).

L’Olanda ha donato due sistemi missilistici Patriot; mentre la Finlandia ha promesso altri 400 milioni di euro in aiuti alla difesa ucraina (590 milioni in totale) senza specificare il tipo di armamenti forniti.

La Svezia include 50 veicoli da combattimento cingolati CV90, una dozzina di obici semoventi Archer da 155 mm e lanciarazzi anticarro NLAW, la Danimarca, invece, ha offerto tutti i 19 semoventi da 155 mm CAESAR appena acquisiti dalla Francia e che dovevamo rimpiazzare gli M-109 da 155mm già radiati e girati agli ucraini nei mesi scorsi (nella foto sotto un esemplare belga impiegato dagli ucraini).

Quello della Danimarca è il primo caso in cui un Paese Nato di disarma delle sue capacità nel settore artiglieria.

La Repubblica Ceca fornirà un’altra aliquota di 30 obici semoventi ruotati da 152mm DANA. L’Estonia ha messo a disposizione 10 obici trainati FH-70 da 155 mm e 10 obici trainati D-30 da 122 mm con un numero imprecisato di munizioni oltre ad alcune decine di armi anticarro portatili tipo Carl Gustav.

Oltre ad occuparsi dell’addestramento di 2.000 soldati ucraini, la Lettonia fornirà alcune dozzine di sistemi di difesa aerea portatili Stinger, due elicotteri Mi-17 oltre a mitragliatrici e munizioni, piccoli droni e pezzi di ricambio per obici semoventi M109 di cui 6 esemplari sono stati donati all’Ucraina nei mesi scorsi.

La Lituania donerà alcune dozzine di obsoleti cannoni antiaerei Bofors L-70 da 40 mm con relative munizioni e 2 elicotteri Mil Mi-8 (anch’essi con pezzi di ricambio) recentemente radiati dai ranghi dell’Aeronautica.

Il Canada aveva annunciato già nei giorni precedenti il vertice di Ramstein la fornitura di altri 200 veicoli 4×4 protetti Senator e di una batteria di missili da difesa aerea NASAMS.

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