Esercito italiano partito per la Bulgaria, ecco perché

Esercito italiano partito per la Bulgaria, ecco perché

Con 750 unità e mezzi tattico-logistici, il nostro Esercito è pronto a prendere in mano la missione in Bulgaria.

Il contingente dell’Esercito italiano è partito per la Bulgaria per essere impiegato nell’ambito della missione Nato Battle Group “Enhanced Vigilance Activity”.

Il dispiegamento di unità del nostro Esercito in territorio bulgaro, per la prima volta, è stato possibile grazie ad una complessa attività di redazione di accordi tecnico-logistico-amministrativi tra gli Alleati e la Bulgaria.

La missione in Bulgaria vedrà il nostro Paese leader della spedizione che coinvolge altri contingenti dell’Alleanza Atlantica. Dopo una prima fase prettamente logistica, l’Esercito sarà attivo con circa 750 unità.

Con l’adesione all’iniziativa eVA - spiega un comunicato dello Stato Maggiore della Difesa - l’Italia si conferma tra le principali contributrici al rafforzamento della postura di deterrenza e difesa della Nato sul fianco Est. Le attività operative relative alla missione in Bulgaria saranno condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze”.

Vediamo quali sono le donne e gli uomini impegnati e i mezzi che si sono imbarcati dal porto di Bari.

Esercito italiano in Bulgaria: quali uomini e mezzi

Il contingente ad imbarcarsi dal porto di Bari è l’82esimo Reggimento di fanteria meccanizzata “Torino” della Brigata “Pinerolo” che a breve sarà impiegato nell’ambito del Battle Group eVa (Enhanced Vigilance Activity) guidato dall’Esercito Italiano.

Con supporto del nucleo gestione transiti del Reggimento RSOM (Reception Staging and Onward Movement) di Bari, sono stati caricati 55 container, 49 veicoli tattico-logistici e materiali a disposizione del contingente italiano per l’assolvimento della missione autorizzata dalle Autorità politiche italiane sotto egida Nato.

L’impiego sarà di 750 donne e uomini dell’Esercito e le attività operative relative alla missione in Bulgaria saranno condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).

Esercito italiano in Bulgaria: l’impiego della Brigata Pinerolo

La Brigata “Pinerolo”, il cui comando è a Bari, vanta una notevole esperienza operativa nei contesti internazionali.

È stata impiegata, infatti, in Albania (Operazione Nhqt 2004/2005), in Bosnia (Operazione Althea nel 2006), in Kosovo (Operazione Joint Enterprise nel 2008), e in Afghanistan dal giugno del 2010 al settembre 2011, dove opera costantemente una compagnia fucilieri equipaggiata con il Vbm (Veicolo Blindato Medio) “Freccia”.

Come riporta InsideOver.com, a maggio del 2009, l’82esimo Reggimento venne scelto, nell’ambito del progetto Forza Nec nato per abbattere i tempi di comunicazione e di acquisizione delle informazioni, quale prima unità destinata alla trasformazione in reggimento di fanteria media digitalizzata, iniziando la sperimentazione di nuovi mezzi ed equipaggiamenti.

Il progetto Forza Nec (o netcentrico) permette al singolo soldato di avere a disposizione tutte le informazioni possibili sugli obiettivi immediatamente sul campo di battaglia e di ricevere quindi continui aggiornamenti tramite i vari meccanismi di ricognizione ed intelligence.

Attualmente, i plotoni del Reggimento “Torino” sono composti da:

  • Quatto Vbm “Freccia” (ciascuno con un equipaggio di tre militari);
  • Vtlm “Lince”;
  • VM-90;
  • Land Rover AR-90.

Esercito italiano in Bulgaria: il motivo della missione

Lo Stato Maggiore della Difesa ha reso noto l’inizio dell’attività di dispiegamento del contingente italiano in Bulgaria nel quadro di rafforzamento del fronte est della Nato.

L’Italia sarà framework nation, ovvero nazione di riferimento, in questa missione.

In risposta al contesto di sicurezza più impegnativo in Ucraina e dintorni e alle indicazioni di una possibile invasione armata da parte della Russia, alla fine del 2021 è stata avviata nella NATO l’attuazione di attività di vigilanza rafforzate (eVA)”, si legge nel comunicato stampa del Ministero della Difesa della Bulgaria, riportato da Today.it.

Una di queste attività riguarda proprio la creazione di gruppi tattici in Romania, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia, “oltre a quelli già costituiti nel resto degli alleati nel fianco orientale: Polonia e Paesi Baltici.”

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