Esercito italiano, escluso dal trasporto pubblico gratis: ecco dove i militari devono pagare

Esercito italiano, escluso dal trasporto pubblico gratis: ecco dove i militari devono pagare

Le Forze armate devono pagare per viaggiare con Trenitalia. Ecco dove sta succedendo.

Il personale dell’Esercito italiano deve pagare per usufruire del trasporto pubblico.

È quanto sta accadendo in Calabria e che denuncia l’Associazione Sindacale Professionisti Militari (Aspmi) mettendo in evidenza come nella regione del governatore Roberto Occhiuto il personale delle Forze armate sia escluso dal beneficio, concesso invece alle Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare e pare anche ai Vigili del Fuoco, di viaggiare gratuitamente sul trasporto pubblico locale su ferro calabrese.

Tutto nasce da un vero e proprio caos che vede protagonisti i pendolari calabresi e Trenitalia che, passata la pandemia, ha aumentato il costo dell’abbonamento e dei biglietti dei treni del 40%. L’aumento graverà sui pendolari calabresi per una cifra che arriva e in alcuni casi supera i 60/70 euro mensili, a seconda della percorrenza.

Il governatore Occhiuto si difende e dichiara che l’aumento è dovuto ad un “accordo capestro” siglato dall’ex presidente della regione Mario Oliverio con Trenitalia. Suddetto accordo, stabiliva, infatti, anche gli “ aumenti automatici ”.

Passata la fase del Covid, Trenitalia, sulla base dell’accordo, ha deciso di battere cassa, applicando gli aumenti in maniera retroattiva e sommando tutti gli aumenti che avrebbe dovuto praticare negli anni passati.

Occhiuto ha convocato una seduta di Giunta regionale d’urgenza, dove verrà stipulata una delibera per risolvere il problema degli aumenti. Coloro i quali hanno comprato gli abbonamenti saranno rimborsati, e quelli che li dovranno comprare li pagheranno - tra qualche giorno - senza aumenti. Gli oneri saranno a carico della Regione che dichiara, inoltre, che nei prossimi giorni incontrerà i vertici di Trenitalia.

Risolto questo problema resta però un altro quesito al quale il governatore dovrà dare una risposta: perché le donne e gli uomini dell’Esercito italiano devono pagare per il trasporto pubblico?

Forze armate escluse dal trasporto pubblico gratis: perché

Aspmi ha registrato con rammarico il dato che vede i militari delle Forze armate e soprattutto l’Esercito esclusi dal beneficio di viaggiare gratuitamentecome avviene per il personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e parrebbe anche per i Vigili del Fuoco. Viene da chiedersi: perché?

Grazie all’Operazione Strade Sicure, i soldati contribuiscono ad azioni di deterrenza contro i reati e di controllo del territorio, garantendo sostegno e vigilanza in termini di sicurezza con “la presenza di ben quattro strutture di eccellenza militare ” in tutta la regione Calabria.

Non c’è ragione tale per cui il personale in divisa debba essere escluso dal beneficio di cui, ricordiamo, gode la Polizia di Stato ad ordinamento civile e militare.

L’auspicio

L’Associazione sindacale è certa che il “Presidente Occhiuto terrà in alta considerazione il lavoro delle donne e degli uomini dell’Esercito, estendendo le agevolazioni sui trasporti pubblici anche ai militari, agevolazioni che, ad oggi, riguardano solo i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri e i penitenziari”.

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